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Scrivere è come dipingere, dove i colori sono le mille sfumature della lingua, dove i verbi, gli aggettivi, i pronomi, gli avverbi, la punteggiatura stessa sono i pennelli, grandi piccoli che s’intingono nel calamaio delle sensazioni. Scrivere è come fotografare, immortalare un momento fissandolo su carta. Le parole sono come il diaframma e noi possiamo regolare a nostro piacimento il tempo di esposizione. Scrivere è raccontare, descrivere, entrare nei particolari, fermare il tempo con descrizioni meticolose, oppure accelerarlo e liquidarlo come poche e lapidarie frasi. Scrivere è come creare, da un senso di onnipotenza che però non deve sopraffare. Scrivere è il vento che ti prende con sé e tu ti lasci trasportare mentre cogli immerse nelle nuvole lacrime d’ispirazione. Scrivere è una composizione musicale di lettere e vocali, dove il canto è la bella lettura. L’impulso m’induce a raccontare di fatti e leggende, di narrare di miti e saghe, di crearne delle nuove perché la fantasia non deve avere limiti, pescando a piene mani nelle leggende antiche, dove facilmente mito e realtà si sono mischiati creando a storie stupende. Io credo che in ognuno di noi vi sia l’impulso in parte celato di raccontare o raccontarsi in qualche modo. I nuovi media adesso ci danno l’opportunità di esprimersi e non soltanto per noi stessi, (non ho conosciuto nessuno che scrivesse che avesse l’aspirazione di scrivere solo per se). Lo scrittore è un egocentrico timido che ha bisogno dell’incoraggiamento egli altri per volare più in alto.

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