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Arles, aprile 1888.

La natura di questo paesaggio meridionale non può essere resa precisamente con la tavolozza di un Mauve, per esempio, che appartiene al Nord e che è un maestro e rimane un maestro del grigio. La tavolozza di oggi è assolutamente colorata: celeste, arancione, rosa, vermiglio, giallo vivissimo, verde chiaro, il rosso trasparente del vino, violetto. Ma, pur giocando con tutti questi colori, si finisce con il creare la calma, l’armonia. E si ottiene qualcosa di analogo a ciò che accade per la musica di Wagner la quale, anche se eseguita da una grande orchestra, non resta per questo meno intima. Solo, si scelgono di preferenza effetti di sole, effetti di colore, e nulla impedisce di pensare, a volte, che in futuro molti pittori andranno a lavorare nei paesi tropicali. Puoi farti un’idea dell’evoluzione che sta accadendo nella pittura pensando, per esempio, alle stampe colorate dei giapponesi che si vedono dappertutto, paesaggi e figure. Theo e io, di queste stampe, ne possediamo centinaia.

In questa epistola di Vincent Van Gogh, alla sorella Wilhelmina, si capisce perché il buon Dio abbia scelto il Mediterraneo come scenario privilegiato per quell’evolversi di una nuova visione della pittura, che sfocerà poi come un fiume in piena nella grandi correnti del ‘900.

Visione privilegiata, che molti pittori cercheranno di trovare anche i posti molto lontani, ma che solo nel Mediterraneo raccolgono in poco spazio tutti quei colori, quelle sensazioni, quei repentini mutamenti atmosferici che solo questo mare sa offrire.

Paesaggi, luoghi, situazioni, rimasti quasi immutati col passare dei secoli, sensazioni che possiamo ritrovare, nell’ammirare i quadri esposti alla mostra Mediterraneo da Coubert a Monet  a Matisse” a Genova.

Il mare con i suoi repentini cambiamenti d’umore, come d’improvvisi mutamenti di colori, forme e geometrie, il mare casa degli uomini e la sua natura circostante con l’armonia delle sue forme a volte bizzarre e dall’asprezza del paesaggio, il tutto rappresentato solo dai colori: arancio, giallo oro, ocra, lilla, azzurro, blu, indaco, in calde sfumature e arditi accostamenti, con un mare e un cielo rimasti intatti nel tempo, come gli spessi colori impressi sulle tele, con la materia tornita dalla passione che solo la passione e la solitudine hanno reso immortali, come perenne sarà il Mediterraneo.

Gustave Coubert "La spiaggia a Palavas"

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