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Bordighera, 24 gennaio 1884 A M.me Alice Hoschedé

[…] Faccio un mestiere da cani, io, e non risparmio le gambe; salgo, poi ridiscendo e poi ancora risalgo; fra uno studio e l’altro, come riposo, esploro ogni sentiero, sempre alla ricerca del nuovo; e così giunta la sera ne ho abbastanza. Pranzo bene, faccio le solite quattro chiacchiere con voi, mi metto a letto e, incrociate le braccia, penso beatamente a Giverny, un occhio alle mie tele appese al muro, poi un po’ di lettura e, crac, un bei sonno per tutta la notte.

Bordighera, 26 gennaio 1884 A M.me Alice Hoschedé

[…] Oggi ho lavorato ancora di più: cinque tele, e domani conto di iniziarne una sesta; andiamo abbastanza bene, dunque, sebbene tutto mi sia assai difficile da fare. Queste palme mi fanno dannare, e poi i motivi sono estremamente difficili da riprodurre, da trasferire sulla tela; è tanto folto dappertutto; è delizioso da vedere; si può passeggiare indefinitamente sotto le palme, gli aranci, i limoni e anche sotto gli splendidi ulivi, ma

‘ Monet ha in corso una personale da Durand-Ruel (r-25 marzo, boulevard de la Madeleine, 9; 56 opere). quando si cercano soggetti è molto difficile. Vorrei fare certi aranci e limoni che si stagliano contro il mare azzurro, non riesco a trovarli come voglio. Quanto all’azzurro del mare e del ciclo, è impossibile.

Bordighera, 29 gennaio 1884 A M.me Alice Hoschedé

[…] Lavoro come un forsennato su sei tele al giorno. Faccio molta fatica, poiché non riesco ancora a cogliere il tono di questo paese ; a volte sono spaventato dai colori che devo adoperare, ho paura di essere terribile, eppure sono ancora ben al disotto ; è atroce la luce. Ho già degli studi che hanno richiesto sei sedute, ma è tanto nuovo per me che non riesco a finire […].

Claude Monet Veduta di Bordighera, 1884

Claude Monet Veduta di Bordighera, 1884

Bordighera, 3 febbraio 1884 A M.me Alice Hoschedé

[…] Adesso sento bene il paese, oso mettere i toni terra e rosa e blu; è magia, è delizioso, e spero che vi piacerà […]. Sappiate una volta per tutte che siete tutta la mia vita coi miei figli, e che lavorando non faccio che pensare a voi; ciò è cosi vero che ogni oggetto che faccio, che scelgo, mi dico che occorre riprodurlo proprio bene perché voi vediate dove sono stato e la cosa com’è.

Bordighera, 5 marzo 1884 A M.me Alice Hoschedé

[…] Ora dipingo con colori italiani che ho dovuto far venire da Torino. Del resto ho anche consumato tutte le mie tele, le scarpe, le calze, persino i vestiti, e arriverò malconcio; gli abiti mi si sono logorati al sole: soltanto io ritornerò ancora in gamba, anche se sono stanco, talvolta molto stanco di questo lavoro, di questa lotta continua; riposarmi accanto a voi mi sarà di gran conforto […].

Bordighera, 11 marzo 1884 Al mercante d’arte Paul Durand-Ruel

[…] Farò forse gridare un po’ i nemici del blu e del rosa, per

via di questo splendore, questa luce fantastica che mi applico a rendere; e quelli che non hanno visto questo paese o che l’hanno visto male grideranno, ne sono sicuro, all’inverosimiglianza, sebbene io sia molto al di sotto del tono : tutto è colore cangiante e fiammeggiante, è ammirevole; e ogni giorno la campagna è più bella, e io sono incantato del paese.

 

Claude Monet Villa a Bordighera

Claude Monet Villa a Bordighera

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