I rumori ci circondano e ci sovrastano, ma fanno talmente parte della nostra esistenza, che neanche ci facciamo più caso. Molti di essi sono entrati a fare parte della nostra vita e di alcuni persino non potremmo farne a meno, tanto ci sono famigliari.

Abituati come siamo a tutti i gradi di decibel, le nostre orecchie si sono assuefatte ai rumori dimenticandone la parte romantica.

Luigi Russolo, fu futurista e firmatario del manifesto L’arte dei rumori (11 marzo 1913), in cui si teorizzava l’impiego del rumore nel contesto musicale, è considerato il primo uomo ad aver teorizzato e praticato il concetto di noise music sostenendo che la musica doveva essere composta prevalentemente di rumori e non di suoni armonici. La sua musica veniva eseguita con uno strumento da lui stesso ideato l'”Intonarumori”, apparecchio meccanico capace di sviluppare suoni disarmonici e avanguardistici subito battezzati, nelle performances di quel movimento, “musica futurista”; nel 1922 costruì il “rumorarmonio”, mezzo necessario ad amplificare gli effetti musicali creati dall’intonarumori.

Dal mio canto, ho voluto ricreare l’illusione dell’utopia futurista, prendendo alcuni rumori di uso quotidiano come il trapano, trasformandoli in “loop” e inserendoli in un contesto musicale, dando cioè una ritmica e una parvenza di partitura. d’altronde la stessa musica non è rumore?

Questo è il risultato

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