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Finalmente ci siamo. Genova si sta’ svegliando.

Le avvisaglie ci sono tutte. Quello che un tempo non tanto distante fu consegnato alla storia come “la scuola genovese”, cui facevano capo personaggi illustri che hanno posto Genova in una posizione culturale privilegiata e che fino adesso ci hanno fatto vivere di gloria riflessa, ora a distanza di tempo e con la naturale dipartita di questi “maestri”, la “scuola genovese” è stata accantonata come si dice qui “in un angolo”, quasi dimenticata.

Ora sembrerebbe che il vento stia cambiando.

Memori di tale gloria, l’orgoglio genovese torna a farsi sentire, la frizzante aria di mare, il suolo calpestato da personaggi illustri che da ogni luogo e tempo, hanno lasciato tracce del loro passare, non senza aver respirato questa stessa “aria” che ancora oggi come allora s’inerpica tra i carruggi del centro storico e le Miagette de creuse tûtte fiorïe che scendono sino al mare.

L’arte da sempre veicolo di comunicazione, la pittura collante dei popoli e la musica come linguaggio universale, trovano adesso in quest’ambito tanto antico quanto moderno la naturale cornice.

Grazie all’interessamento e al talento di giovani artisti, musicisti, scrittori, scenografi e intellettuali, ciò che era “la scuola genovese” potrà continuare a evolversi a crescere a esistere, non più come un ricordo, ma come una “materia viva”, come viva e pulsante è Genova, che la luce della lanterna torni a riflettere la sua luce sui mari e che il suo scalo non sia solo scalo di navi, ma di idee, di condivisione e di unità, senza differenza alcuna.

In fondo un nuovo Rinascimento dell’arte è alquanto auspicabile.

Il sintomo che qualcosa stà cambiando lo si può leggere qui:

www.facebook.com/event.php?eid=203506546337917

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