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Secondo una definizione scolastica, la politica è l‘Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.

Descrivere la politica come “arte” è puro eufemismo, semmai l’arte di fregare il popolo con delle promesse mai mantenute, basate proprio sui bisogni e necessità delle persone. Non bisogna dimenticare che chi fa politica spesso è eletto proprio dal popolo.

Da sempre la politica è in mano a teorici, che fanno delle loro utopie il cavallo di Troia per entrare nel cuore della gente. Hanno fallito tutti i sistemi, dai clan alle tribù, alle nazioni, integratori di popoli e culture diverse e non, spesso in contrasto tra loro ma anche con le * istituzioni (* l’anello senza di cui sarebbe impossibile amministrare un territorio e gestire i servizi essenziali per chi vi abita).

Deluso hanno soprattutto i grandi pensieri filosofici come il socialismo tramutato in comunismo e poi in fascismo, i grandi movimenti pacifisti e non violenti, non capaci a mio avviso a evolversi con i tempi, restando sempre un passo indietro per non sconfessare antichi credi.

La politica non è nemmeno una scienza, lo provano le varie equazioni di alleanze strategiche tra (Clan)per la conquista o il mantenimento del potere. Per com’è oggi la politica è un business per pochi eletti, che trafficano, negoziano, vendono e comprano, corrompendo anche quel poco di sano (il popolo). L’Europa unita (altro grande esempio d’integrazione che sta per implodere) è come un grande magazzino, dove la merce è umana, si tratta e si vende sulla loro pelle a privilegio di pochi. Sempre meno facoltosi ma sempre più ricchi, sempre più indigenti e ancora più poveri. Abolendo la classe media, la politica moderna ha tolto coloro che tempo addietro era un po’ come l’ago della bilancia. La classe media (o la borghesia nel gergo capitalistico) quella per intenderci che lavora e paga le tasse, va scomparendo e dissolvendosi porta con sé quella parte di popolo che poteva avere un certo peso.

La politica delle alleanze strategiche ha pure fallito, stiamo vedendo da un pezzo, dove ci sta portando, dal disgregamento della moralità a uno scempio altamente diseducativo, fatto di denunce, ricatti, violenza fisica e verbale, uno sfacelo dove il peggio dell’umanità dà il meglio di sé.

Aimè! C’è chi rimpiange i vecchi regimi, chi invoca una fine vicina, chi invece ricorre all’odio e alla violenza per sconfiggere tutti i mali.

Il male dell’umanità è l’uomo stesso, e in sé sta la cura.

La convivenza e la tolleranza sono contorni che non si addicono al succulento piatto del potere, la pace e il rispetto sono un vino troppo amaro per chi si gode i dolci frutti del comando.

La politica ha decretato il suo fallimento, troppe menti si contendono un posto al sole e il sole non scalderà ancora così a lungo.

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