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Ieri ho visto alla tv un uomo o meglio ciò che ne rimaneva. Un tempo vidi questo stesso essere sedere sul suo trono e piegare al suo volere il suo popolo che lo osannava come un dio.

Ho visto anche le grandi potenze della terra piegarsi al suo passare, poi in una giornata di primavere, una fiammata ha illuminato il cielo e qualcosa è cambiato. I fiori che questo nuovo vento portava, avevano il colore del sangue, il sapore acre della carne bruciata, il gusto della polvere da sparo e mentre questo vento soffiava ho visto cadere sotto i colpi della disperazione di colpo tutti gli dei creati dagli uomini, ho visto incendiarsi le pagine della Bibbia e del Corano e il fuoco divampare come la folgore e divorare tutto intorno.

Ho visto milioni di Bruto, tradire i loro Cesari e milioni di Giuda rinnegare i loro cristo, e gioire infine dalla loro morte.

La morte si veste di una nuova veste dunque, il suo abito ha i colori sgargianti dello spettacolo, ma le sue sfumature sono sempre le stesse, la morte ora viaggia in prima classe su internet, su youtube, su facebook, e diventa tragica routine.

Ci si abitua subito a certi orrori, e il terrore deve subito trovare una nuova veste per la sua vanità.

La morte è superba, ama vestirsi degli abiti striminziti di un ragazzino che sventola come un vessillo la sua gioia di avere ucciso. La morte si vanta, si mostra come una vecchia signora che sapendo di non essere più attraente, sfoggia i suoi abiti più lucenti.

La morte, è un bimbo che viene ripetutamente investito sotto gli occhi di persone cieche e sorde, la morte corre sule filo di una moto e si ferma su un corpo unanime devastato delle ferite, così come deturpato mostra come bottino di guerra il tiranno di turno, l’orgoglio di premere il grilletto, di distruggere, di uccidere è il vanto della morte.

La morte è uno spettacolo gratuito, uccidere è semplice, la notorietà passa attraverso una pallottola per fermarsi in un cranio spappolato dello sfortunato di turno.

Uccidere non è mai stato così semplice, un colpo e si famoso e non importa per quanto tempo lo rimarrai.

Quando la morte diventa spettacolo il genere umano è arrivato alla sua ultima denigrazione.

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