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Nelle fiabe c’è sempre un capitolo, dove accade l’imprevisto, dove (e non chiedermi come sennò non sarebbero fiabe), vuoi per un incantesimo o un colpo di mano del destino, la protagonista ha ciò che vuole e tutto da quel momento sembra girare per il verso giusto.

 Così Lucy ha il “suo” numero di telefono e dopo un interminabile gioco con la margherita, (chiamo non chiamo), si decide a chiamare, ma il destino a volte accelera il suo corso, ed ecco che è “lui”, sempre per quell’incanto magico che hanno le fiabe, che la chiama.

 La gioia è luce nei tuoi occhi, la tua voce manca solo per un attimo, quando senti la sua, ma che diamine, non avevi detto che non ti saresti mai più innamorata? Valle a capire le donne.

 Dall’altro capo anche lui non scherza, non è più un uomo di cinquant’anni al telefono che ti parla, la sua voce ti culla, il suo tono è calmo come le onde del mare che accarezzano la luce del sole senza sfiorarla.

Parole, voci che si mischiano nel’etere con altre milioni di voci, eppure tra queste milioni di voci saprei riconoscere la tua. Discorsi che si sciolgono come lo zucchero nel caffè, che rendono dolci quei momenti che sembrano non passare mai.

 E parleresti per ore solo per sentire la sue voce e lui, lo stesso farebbe con te, e allora ecco quei silenzi che solo chi si sta’ per innamorare recepisce, quei mutismi che dicono tutto, che svelano parole nascoste, che si fanno audaci più d’una carezza, sono i silenzi che descrivono quei sentimenti che non hanno bisogno di parole.

 Così la fiaba colora di rosa il suo primo capitolo e la principessa triste può finalmente addormentarsi nel suo letto di rose…

 

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