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Norma Jean Baker

A cosa serve la notte, si domandava la ragazza bionda mentre ubriaca d’amore e di solitudine incideva le sue memorie sul nastro di un magnetofono.
La luna era troppo impegnata a fare innamorare giovani cuori per poterle rispondere e le stelle in cielo erano troppo gonfie d’orgoglio per prestare attenzione ai lamenti di una donna malata.

Un bicchiere colmo di ambrosia le regalava qui palpiti che provano le ragazzine infatuate quando possono stare con i grandi a giocare a far tardi.

Il biondo platino non ha valore e pelle di luna scintilla mentre sul bordo di una piscina, Venere si compiace di sé.
Lacrime amare che nessuno vuole vedere, dispensatrice di sorrisi o solo una macchina dalle forme attraenti e d’oro rivestita, mentre sotto, la carne nuda puzza già di cadavere. amata e uccisa dopo ogni notte che l’amore ti consumava e che invece di farti crescere di faceva regredire, fino a farti sparire.

Amica fragile, donna da copertina, amante per un istante e icona per sempre.

A cosa serve la notte si domandava la ragazzina mentre il veleno del suo ultimo amante le faceva scoppiare il cuore; “a preparasi per morire”, le rispose una stella e mentre l’alba imbellettava il nuovo giorno, la bambina socchiuse gli occhi contenta di avere solamente sognato.

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