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La femme fatale, termine francese che ha il suo corrispettivo nell’italiano donna fatale, o vamp, è un personaggio tipo molto diffuso nella letteratura europea e spesso rappresentato in numerose opere cinematografiche.
È affine alla dark lady, sebbene le due figure non coincidano del tutto: la femme fatale è una donna maliziosa e disinvolta, ma in genere non nasconde la cattiveria e il desiderio di annientamento tipico della dark lady.

Nella letteratura decadente era utilizzata spesso la figura dell’“inetto a vivere”, ovvero un uomo timido, escluso dalla vita, impotente ed incapace di assumersi responsabilità perché indebolito da un forte senso di inferiorità che nutre nei riguardi di tutti gli altri cittadini del mondo. Di contro a questi uomini deboli e malati viene realizzata l’immagine antitetica di donna: la femme fatale, dominatrice, lussuriosa e perversa.
Malgrado il termine sia francese, il primo esempio di femme fatale è la Fosca di Iginio Ugo Tarchetti, ma simili eroine popolano i romanzi di Gabriele D’Annunzio, in cui la donna è costantemente la nemica che si oppone ai sogni eroici dei protagonisti. In ambito europeo, la figura ricorre in tutta la letteratura di fine Ottocento ed inizio Novecento, dalla Salomè di Oscar Wilde alla Lulù di Wedekind, il cui personaggio è divenuto un archetipo, alla Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch.

Questa condizione però non si verifica nel cinema, in cui la femme fatale vede “ammorbidito” il suo ruolo: continua a sedurre l’uomo senza personalità in modo da renderlo suo schiavo, ma quasi sempre si “limita” a rubargli denaro o fargli fare grandi sacrifici, quasi mai lo distrugge completamente. Attrici in grado di interpretare al meglio questo ruolo furono Asta Nielsen, Musidora, Theda Bara, Louise Brooks, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Rita Hayworth, la diva italiana Pina Menichelli, Nita Naldi e, in tempi più recenti, Bo Derek, Kathleen Turner, Kim Basinger, Nicole Kidman, Angelina Jolie e Sharon Stone.

Musidora

Musidora

Musidora, all’anagrafe Jeanne Roques (Parigi, 23 febbraio 1889 – Parigi, 11 dicembre 1957), è stata un’attrice, regista e produttrice cinematografica francese celebre per il suoi ruoli di vamp nei serial di Louis Feuillade.

Molta dotata, fin da bambina Jeanne dipingeva, scriveva, scolpiva: ma fu nella danza e nella commedia che espresse al meglio la sua passione artistica. Dopo qualche partecipazione a riviste parigine e in piccoli ruoli di scarsa importanza in film oggigiorno perduti, si fa notare nel 1910 nella commedia La Loupiotte di Aristide Bruant. Conosce il suo primo successo due anni più tardi in Bataclan nella rivista Ça grise, dove divide il nome sulla locandina con Colette.
La giovane attrice fa, nel dicembre del 1913, il suo vero debutto sullo schermo in un dramma sociale destinato alla Casa del Popolo, Les Misères de l’aiguille di Raphaël Clamour, storia di una sartina che, alla morte del marito, per sfuggire alla miseria, tenta il suicidio con il suo bambino. Louis Feuillade la nota mentre danza il tango alle Folies-Bergère e la prende sotto contratto alla Gaumont.

Qui, gira alcuni film per Gaston Ravel in parti di contorno. Ma è Louis Feuillade il regista che le dà, mettendola a fianco di Fernand Herrmann, l’occasione di emergere, affidandole un ruolo di primo piano in Severo Torelli, un adattamento per lo schermo del dramma di François Coppée. All’epoca, Musidora è ancora una delle tante attrici che il cineasta impiega nei suoi film patriottici o da vaudeville. Ma, con i suoi occhi neri rimarcati dal kohl, la sua pelle bianca, il trucco vagamente inquietante e il suo guardaroba esotico, Musidora non tarda a diventare una delle più popolari ed emblematiche attrici del cinema europeo.

Siamo nel 1914: la guerra infiamma l’Europa. Anche il cinema deve contribuire allo sforzo bellico e i registi della Gaumont, come tutti del resto, sono mobilitati e partono uno alla volta per il fronte. La nuova diva della compagnia gira uno dietro l’altro una serie di pellicole, cambiando vorticosamente i registi che la dirigono. Viene impiegata a interpretare drammi storici, commedie, film patriottici, sentimentali, avventurosi.
Ma è ancora Feuillade, tornato alla vita civile alla fine del 1915 dopo un intermezzo militare, che le offre il ruolo della sua vita, quello di Irma Vep in Les Vampires, un serial in dieci episodi. Un ruolo che le darà la gloria e che iscriverà il suo nome nella mitologia del cinema.

Les Vampires è un film a episodi del 1915 diretto da Louis Feuillade. È il più famoso serial francese, diventato un’icona per i surrealisti come esempio del fantastico che intride la società borghese.
Sono dieci episodi, sette dei quali interpretati da Musidora che, con il ruolo di Irma Vep, entrò nel Pantheon della Settima Arte.

La storia si svolge a Parigi all’inizio del secolo e racconta le imprese criminali di una banda di fuorilegge che si sono battezzati I vampiri. Il giornalista Philippe Guérande, con l’aiuto di Mazamette, un vampiro pentito, lotta contro la banda e si scontra più volte con l’affascinante Irma Vep, il cui nome è l’anagramma della parola vampire.

Les Vampires

Les Vampires – Irma Vep

Irma Vep (anagramma di vampire), è una femme fatale, una vamp affascinante e misteriosa. Donna dalla doppia vita, è una cantante di cabaret, corteggiata ed elegante e, nel contempo, una frequentatrice degli ambienti malavitosi più sordidi. Il lato oscuro di Irma ce la rivela, infatti, come l’affiliata di una società segreta che si autodefinisce “I vampiri”: una banda che svaligia le case dei borghesi e che organizza colpi criminali in grande stile. Il colpo di scena per il pubblico che affollava i teatri per seguire le imprese dei “Vampiri” arriva con il terzo episodio, quando Irma Vep, smessi i panni di tutti i giorni e con indosso solo una tutina nera e aderente, si offre dallo schermo come l’immagine di angelo del male, torbido e fascinoso. Dovrebbe essere la semplice mise di un topo d’albergo, in effetti è un colpo al cuore per il pubblico.

Le imprese di Irma Vep prendono una strada ancora più inquietante quando la donna cade preda di Moreno, un criminale rivale dei vampiri, che la ipnotizza e ne fa la sua amante: sotto la sua influenza, Irma deve uccidere il Gran Vampiro. Alla testa della banda, la bella Irma commette ancora una bella dose di misfatti prima di cadere vinta da Guérande, l’eroe positivo della storia. Il suo personaggio, stravagante e misterioso, accende la fantasia degli spettatori che ne decretano il successo: il pubblico popolare la idolatra, gli intellettuali surrealisti fanno di Musidora uno dei loro emblemi poetici.

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