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Anarchia

Anarchia

Con l’avvento della politica si è innescato quel processo irreversibile che ha portato l’Italia e il mondo sull’orlo del baratro.

Già da molto tempo la democrazia ha esalato il suo ultimo respiro e cioè da quando le leggi di mercato e la ragion di stato hanno avuto la meglio sui bisogni dei singoli individui.

La politica ha fallito, i discorsi pomposi lastricati di paroloni incomprensibili hanno fatto il loro tempo, l’uscita dal tunnel invece è quanto mai distante, perché chi governa prolunga giorno dopo giorno quella galleria con i mattoni dello spettro della recessione, già in atto per altro. L’economia è un fantasma preso in prestito dalle banche che come sanguisughe si attaccano alle secche mammelle di mamme sterili , e l’Europa è un sogno che si è trasformato in un incubo, che volenti o nolenti si deve portare a termine.

L’analisi anche per uno come me che ha visto la politica come un male che porta in cancrena gli stati, ora vede i politici come i germi portatori della pesta nera.

La cura esiste, ma non viene somministrata, e chi muore sono sempre le stesse persone, che già sono morte milioni di volte.

La politica, secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto all’attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione.

Il solo confronto “reale”che vedo adesso è quello nelle strade, il potere contro il popolo, la ragion di stato che si abbatte stretta nella mani della polizia, che invece che essere il popolo, rappresenta il potere. L’unico confronto reale che vedo, è il sangue che scorre rabbioso con e un fiume in piena e che insozza le coscienze  di chi “dovrebbe”governare. La sola voce che sento viene dall’alto e spazza via come un tornado milioni di voci che all’unisono urlano una sola cosa, rispetto.

Ma non c’è considerazione, per chi dovrebbe essere e non è, per chi dovrebbe avere una voce e non la ha, dovrebbe esistere, ma è cancellato.

Esistesse un antidoto, lo avrebbero già trovato, ma contro questa cancrena che corrode la società, contro la politica corrotta, vie è una sola cura; l’anarchia, e se è questo che volete questo avrete.