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Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Lara Khatchikian, e, la prima cosa che ti colpisce dopo il suo sguardo profondo e orgoglioso è la sua sensibilità, una percettibilità che traspare da subito nella sua arte; perché proprio di arte si tratta.

Di solito noi profani, pensiamo alla fotografia come a una magia, un’alchima per imprigionare il passato, come ricordi impressi su carta che inevitabilmente si deteriorano con il tempo.
Che cosa rende dunque le immagini di questa giovane fotografa diversa dalle altre.
La sensibilità, quella sensibilità tutta femminile di vedere le “cose” non nel loro contesto, ma in una nuova dimensione, quella dell’universo delle donne.

I soggetti di Lara sono le persone, dove riesce a cogliere aspetti che l’occhio non vede, sono oggetti comuni, che rivivono di una propria vita, sono parenti e perfetti sconosciuti, che attraverso le sue immagini, rivelano una propria anima, una loro intimità.
Sono l’universo filtrato attraverso la poesia di una reflex, senza artefizi da photoshop, semplici visioni della realtà.

Liriche in bianco e nero, tasselli di vissuto, momenti di persone che forse non incontreremo mai, ma che segnano inevitabilmente anche solo per un momento, i nostri pensieri.
Quasi mai chi guarda una foto, si pone delle domande, al massimo si limita a dire “bella”. Lara impugna la reflex e come una matita disegna, le ombre, i chiaro scuri, lo stesso bianco, assume nuove tonalità, quelle dell’anima.

Una fotografia non si guarda solo con gli occhi, sarebbe troppo riduttivo, una fotografia, si assapora come un disegno, pensando al momento prima e quello dopo in cui è stata scattata.
La sensibilità non si impara in pochi giorni, la sensibilità non si misura in ISO, la sensibilità è la luce che attraversa i nostri occhi e si ferma sul nostro cuore, quella è la fotografia dell’anima e qualla non sbiadirà mai.

Per saperne di più: 500px.com/Laryssa

Lara Khatchikian Photography: www.facebook.com/larakhatchikian

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