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La storia ci dice che:

La denominazione collettiva di Giovani turchi (italia), fu coniata dalla giornalista Egle Monti per descrivere quel movimento di giovani politici sardi che, il 19 marzo 1956, compirono un exploit vincendo inaspettatamente le elezioni per il direttivo provinciale sassarese della Democrazia Cristiana. Il nome era un riferimento al movimento giovanile dei Giovani Turchi che portò istanze radicali di cambiamento e rinnovamento nell’Impero ottomano a inizio Novecento.

I principali esponenti di questo rinnovamento, capeggiato da Francesco Cossiga, furono Antonio Giagu De Martini, Pietro Soddu, Paolo Dettori,Michele Corda, Pietro Pala, Angelo Solinas, Piero Are, Mario Dedola e Giuseppe Pisanu; tutti diverranno politici di primo piano a livello regionale e nazionale.

I Giovani Turchi (turco Genç Türk o Yeni Türk o Jön Türk) (Turchia), erano gli appartenenti ad un movimento politico della fine del XIX secolo (prima noti col nome di Giovani ottomani) affermatosi nell’Impero Ottomano, ispirato dalla mazziniana Giovine Italia, e costituito allo scopo di trasformare l’impero, allora autocratico e inefficiente, in una monarchia costituzionale, con un esercito modernamente addestrato ed equipaggiato. Essi raccoglievano inoltre l’eredità dei Giovani ottomani, il movimento semi-clandestino della seconda metà dell’Ottocento che si proponeva obiettivi liberali e costituzionali, contribuendo alla Costituzione del 1876.

I Genç Türk sono stati responsabili del Genocidio armeno, talvolta Olocausto degli Armeni o Massacro degli Armeni (inlingua armena Հայոց Ցեղասպանութիւն Hayoc’ C’eġaspanowt’yown o Մեծ Եղեռն Medz Yeghern “Grande Crimine”, in turco Ermeni Soykırımı “Genocidio armeno”, a cui talvolta viene anteposta la parola “sözde”, “cosiddetto”) si riferisce a due eventi distinti ma legati fra loro: il primo è relativo alla campagna contro gli armeni condotta dal sultano ottomano Abdul-Hamid II negli anni 1894-1896; il secondo è collegato alla deportazione ed eliminazione di armeni negli anni 1915-1916. Il termine genocidio è associato soprattutto al secondo episodio, che viene commemorato dagli Armeni il 24 aprile.

Un poco di storia:

Nel periodo precedente la prima guerra mondiale all’impero ottomano era succeduto il governo dei «Giovani Turchi». Loro temevano che gli armeni potessero allearsi coi russi, di cui erano nemici. Il 1909 registrò un eccidio di almeno 30.000 persone nella regione della Cilicia.
Nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell’esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila armeni che in precedenza avevano militato nell’esercito ottomano. Intanto l’esercito francese finanziava e armava a sua volta gli armeni, incitandoli alla rivolta contro il nascente potere repubblicano. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero eseguiti i primi arresti tra l’élite armena di Costantinopoli. L’operazione proseguì l’indomani e nei giorni seguenti. In un solo mese, più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e perfino delegati al Parlamento furono deportati verso l’interno dell’Anatolia e massacrati lungo la strada.
Arresti e deportazioni furono compiute in massima parte dai «Giovani Turchi». Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento. Queste marce della morte furono organizzate con la supervisione di ufficiali dell’esercito tedesco in collegamento con l’esercito turco, secondo le alleanze ancora valide tra Germania e Impero Ottomano (e oggi con la Turchia) e si possono considerare come “prova generale” ante litteram delle più note marce ai danni dei deportati ebrei durante la seconda guerra mondiale. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall’esercito turco. Le fotografie di Armin T. Wegner sono la testimonianza di quei fatti.

Malgrado le controversie storico-politiche, che saranno trattate nella sezione che segue, un ampio ventaglio di analisti concorda nel qualificare questo accadimento come il primo genocidio moderno e soprattutto molte fonti occidentali enfatizzano la “scientifica” programmazione delle esecuzioni.

(fonte wikipedia).

Attenzione a non evocare certi fantasmi dal passato, perché può tornare indietro, e se ciò avviene, vuol dire che millenni di storia non hanno insegnato nulla la genere umano.

RVassallo Aprile 2013

Armenian genocide

Armenian genocide