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La cucina etnica si propone di far conoscere la cultura della gastronomia al di fuori dei confini nazionali, proponendone le ricette.

Diventata una vera e propria moda, forse più un fatto di tendenza che la voglia di cultura, questa mania sta’ contagiando un poco tutti, tanto che si è persa la sana curiosità di conoscere e capire, perché la cucina di un popolo rispecchia non solo la sua cultura, ma è l’anima stessa.

Affascinati da ciò che è lontano da noi, da quel misticismo orientaleggiante che è la cultura cinese e giapponese, da quell’arte complicata che mescola bellezza e fatalità, ci addentriamo nella macchinosa arte della cucina, assaporandone le fantasiose e ardite alchimie di gusti e colori, spesso dimenticandoci cosa ci sia dietro.

Si può giocare con la vita come in una roulette russa semplicemente stando seduti a tavola. Un gioco antico ma sempre attuale, il fascino indiscreto dell’azzardo è eccitante, rischiare la vita a ogni boccone può essere molto più seducente che il sesso.

Per molti la parola “Fugu”, non dirà quasi nulla, ma per i cultori della gastronomia giapponese è l’estasi del tutto.

Questo è un piatto della cucina tipica nipponica è un pesce palla molto velenoso dove il fegato, il cuore, la pelle e le ovaie nelle femmine sono piene di tetrodotossina un veleno 100 volte più potente del cianuro di potassio.

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 Il “fugu” si è consumato da secoli in Giappone  Si sono trovate prove che ne attestano la consumazione nel Periodo Jōmon (che va da circa il 10000 a.C. fino al 300 a.C. ). Durante loshogunato Tokugawa (1603-1868) ne venne vietato il consumo  nella zona di Edo, ma il divieto non durò a lungo. Il piatto fu nuovamente proibito durante il periodo Meiji(1867-1912).

In Giappone dal 1958, in seguito all’elevato numero di morti (420 nel biennio 1956-1958), un cuoco, per poter preparare e servire il fugu, deve obbligatoriamente ottenere una licenza speciale rilasciata dal ministero competente, la fugu chirishii menkyo, che viene concessa solo dopo un esame sia scritto che pratico, durante il quale fra le altre cose il candidato deve saper riconoscere oltre 30 specie della famiglia cui il pesce appartiene. Sempre in Giappone è proibito servirlo al tavolo dell’Imperatore.

In Italia è proibito il commercio a scopo alimentare a partire dal 1992. Negli Stati Uniti esistono pochi ristoranti giapponesi autorizzati, ma il pesce deve essere importato dal Giappone, in filetti e congelato.

Il piatto più popolare è fugu sashimi, affettato in modo molto sottile, decorato e preparato in modo da ricordare il crisantemo, (in Giappone il fiore dei defunti). Il fugu può esser servito fritto, ed è il Fugu Kara-age. Hire-zake invece è un piatto a base di pinne fritte accompagnato da sakè caldo.

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Nel Fugu-chiri, il fugu è bollito insieme ad ortaggi.

Piatto ricercato e carissimo, le otto portate che consistono il piatto possono arrivare anche a costare oltre mille dollari e ciò nonostante tutta la cura e la perizia nel prapararlo, il rischio è sempre presente ed è questo pericolo costantemente presente più che il gusto a rendere questo piatto un azzardo, ma questo forse succedeva un tempo, adesso probabilmente è solo un vanto con cui gloriarsi con gli amici.

Altre informazioni:  http://it.wikipedia.org/wiki/Fugu_(cucina)