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Copertina del romanzo Variazioni sul tema

Copertina del romanzo Variazioni sul tema

Ci siamo il momento è arrivato…Sono passati sette anni da quando “Maria e il libro dei tre mondi”fu pubblicato.
Ora a distanza di tanto tempo la voglia di raccontare e raccontarsi ha ripreso la sua essenza; non più fiabe fantastiche ma storie vere, come solo la vita ci narra, sta a solo a noi scriverle (se vogliamo) senza perdere neanche una sillaba, raccontarle come si fa con gli amici, semplicemente come un soffio di vento che porta refrigerio…sono passati già sette anni e adesso…

Prendete un uomo, fate sì che s’innamori “seriamente”e che per questo Amore rinunci a tutto; a una quotidianità fatta di certezze, a un lavoro sicuro, a un futuro radioso e a una cerchia di Amici con i quali ha sempre condiviso tutto e che forse mai si sarebbe diviso.

Portate quest’uomo lontano, fategli cambiare abitudini, modo di vivere, modo di pensare, fate sì che veda la vita sotto un altro aspetto, che viva di cose semplici lontano dalla civiltà, che veda nell’amore il nutrimento per tutto e nella sua donna la sola ragione di esistere.

Conducete poi quest’uomo lontano ai confini dell’illusione e poi svegliatelo bruscamente, levategli tutto, l’amore, il futuro, defraudatelo dei suoi sogni e delle sue certezze e fate sì che ripiombi di colpo nella mischia, che d’un tratto si ritrovi a combattere con una quotidianità a lui oramai estranea, come se a un bambino avessero d’improvviso sottratto la madre lasciandolo da solo nel buco del culo del mondo.

La storia di Alberto ricomincia così, come anni prima l’aveva lasciata e cioè da solo. Essere adulti però non vuol dire nulla, è solo una scusa per dire che “te la devi cavare da solo” e la solitudine è brutta per chi l’ha conosciuta un tempo e adesso la deve affrontare ancora. Alberto tenta dunque di ricominciare in qualche modo, anche perché, per il momento, l’istinto di sopravvivenza ha il sopravvento su quello dell’autodistruzione.

Così succede che gli amici di un tempo, vuoi anche per un caso fortuito? Bussino allora alla sua porta e memori di ciò, riprendano le “vecchie” abitudini. Capita anche però che il tempo ha cambiato tutti e che non sempre i “vecchi fasti” si possano far rinverdire.

L’egoismo, l’invidia, l’avidità hanno preso il posto dei buoni sentimenti che la gioventù nella sua incoscienza aveva eletto a capisaldi. Gli “amici” comunque sono sempre quelli che sono anche se sono cambiati, ma comunque tutto ciò è solo una situazione di stallo, che può solo peggiorare.

Alberto si chiede in questo peregrinare in una realtà che non gli appartiene più, se nel cuore degli uomini e anche nel suo, magari è sepolto ancora in qualche recondito anfratto un sentimento chiamato amore…

«L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo. Non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi.»

(S. Agostino)