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CitazioneSolo ultimamente, quando la scrittura è diventata parte integrante del mio quotidiano, ho voluto dare ai “miei personaggi” un passato cui fare riferimento. Le storie appassionano perché hanno un precedente, una condizione “sine qua non”, (scusate il termine erudito, ma non ho saputo trovare di meglio o di peggio) perché la storia possa evolversi.

La necessità di creare un passato transita dunque attraverso varie fasi, la prima è quella della creazione di fatto, il personaggio prende forma non solo con i tratti caratteriali, ma anche su carta fisicamente, col ritratto. Tratti decisi di matita, creano la bozza che sarà una fotografia portante di tutta la trama e, allo stesso modo vengono disegnate anche le varie ambientazioni.

Ogni storia ha anche la sua colonna sonora, il suo tappeto enfatico, i suoi rumori, i suoi odori e i colori. Soltanto dopo, quando questi principi saranno esauditi, la storia avrà il suo svolgimento.

Come nella realtà però l’oggi non sa’ cosa succederà domani, nulla è scontato e l’ignoto è sempre in agguato.

Solo il passato non può essere cancellato, casomai riscritto ed è anche questo il bello di narrare, nulla è compiuto finché non si pone la parola fine sull’ultima pagina, ma forse anche nell’ultima correzione, prima che le pagine vengano impresse dall’inchiostro indelebile delle stampanti, c’è uno spazio vuoto che deve essere riempito, c’è una parola mancante che deve essere scritta, c’è quel periodo a lungo pensato, scritto e ricorretto, che adesso non deve mancare e perché in ogni pagina c’è un poco di colui che l’ha scritta e che mai la riavrà indietro.