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Siete mai scesi giù per Nervi al mattino presto, quando il sole fa capolino dalle brume notturne e l’odore del mare aleggia semi addormentato sulle barche in ozio sulla spiaggia e la fragranza della focaccia appena sfornata inzuppa l’aria del mattino, dove le grida dei bambini sono ancora intrappolate nei loro sogni innocenti.

Solo i vecchi che sembrano non dormire mai, si godono questo silenzio, i loro sguardi già navigano al di la delle onde e i loro gesti lenti e pigri come il volo dei gabbiani, si ripetono come pennellate di quadri antichi.

Poi un raggio di sole che s’inerpica lento su per i muri nudi di case millenarie tutto trasforma, tutto sembra prendere vita e quei vecchi che prima esitavano sulle panchine, spariscono d’incanto.

Se non siete mai scesi per Nervi al mattino presto e vi accingete a farlo, ecco, fatelo in silenzio, in punta di piedi, senza fiatare, per non rompere quell’idillio immacolato che c’è tra da tempo immemore l’uomo e il mare.

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Il porticciolo di Nervi la Domenica mattina