Bocca di rosa (mai dimenticata riposa)

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Bocca di Rosa
Fabrizio de André.

La chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore, metteva l’amore
la chiamavano Bocca di Rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scesa alla stazione
del paesino di Sant’Ilario
tutti s’accorsero con uno sguardo
che non si trattava d’un missionario…

Così in un Sabato pomeriggio uggioso quanto ventoso, lascio che siano i miei passi a guidare il mio andare e senza l’inganno del tempo mi ritrovo a passeggiar pallido e assorto in una immortale poesia…

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La Vecchia stazione di S. Ilario (oggi privata abitazione)

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l’acrostico di Max Manfredi

  • Componimento poetico nel quale le prime lettere di ogni verso, lette per ordine, danno un nome o altre parole determinate.

 

10/Aprile/2016

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Siete mai scesi giù per Nervi al mattino presto, quando il sole fa capolino dalle brume notturne e l’odore del mare aleggia semi addormentato sulle barche in ozio sulla spiaggia e la fragranza della focaccia appena sfornata inzuppa l’aria del mattino, dove le grida dei bambini sono ancora intrappolate nei loro sogni innocenti.

Solo i vecchi che sembrano non dormire mai, si godono questo silenzio, i loro sguardi già navigano al di la delle onde e i loro gesti lenti e pigri come il volo dei gabbiani, si ripetono come pennellate di quadri antichi.

Poi un raggio di sole che s’inerpica lento su per i muri nudi di case millenarie tutto trasforma, tutto sembra prendere vita e quei vecchi che prima esitavano sulle panchine, spariscono d’incanto.

Se non siete mai scesi per Nervi al mattino presto e vi accingete a farlo, ecco, fatelo in silenzio, in punta di piedi, senza fiatare, per non rompere quell’idillio immacolato che c’è tra da tempo immemore l’uomo e il mare.

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Il porticciolo di Nervi la Domenica mattina

La moglie di nessuno (breve racconto)

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La notte di San Silvestro ha qualcosa di magico e porta delle storie con se, rimangono scritte nell’aria gelida della notte sino all’alba o sino a che qualcuno non si prenda la briga di leggerle…poi tutto ritorna normale e la vita riprende…

Sono passati quasi sei lunghi mesi dall’ultimo post e in questo lasso di tempo ne sono successe di cose, ma la cosa più bella è che nonostante tutto, sia rimasta intatta la voglia di scrivere e e raccontare storie, come la storia di Ginger, conosciuta in una notte di San Silvestro e svanita con le prime luci dell’alba…

Leggi il racconto

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Pensieri e parole

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La parole non conoscono colore, nazionalità, sesso, specie, non distinguono il bene dal male e vanno a ruota libera se lasciate agire, un poco come fanno le onde del mare, che tutto inghiottono e tutto a loro modo conservano…

Cosa resta di un migrante quando muore.

Cosa resta di un migrante quando muore
chiedilo al mare che lo inghiottirà,
chiedilo a sua madre che mai più lo vedrà,
chiedilo all’uomo che lo ucciderà,
chiedilo al suo dio se mai esisterà.

Cosa resta di un migrante quando muore
un sogno bruciato,
una libertà negata,
la dignità cancellata,
l’anima in fondo al mare incatenata.

Cosa resta di un migrante quando muore
né un nome che si ricorderà,
né il mare che lo inghiottirà,
o la spiaggia che lo seppellirà,
né i sogni che addosso incollati avrà,
né un futuro che mai per lui splenderà.

Che cosa resta di un migrante quando muore
solo vergogna e tanto dolore,
che non si cancella con una preghiera
portata dal vento su di una scogliera,
le troppe parole e l’ambiguità
seppelliscono l’uomo e la sua dignità.

27/08/2015

Racconti per l’estate – Carne fresca cercasi

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Due vite che s’incontrano per un crudele gioco del destino, sono il filo portante di questo breve racconto estivo; due esistenze lontane anni luce che s’incrociano solo per un poco sulla strada della vita, quel che tanto basta a cambiarla per sempre…

Leggi il racconto – Carne fresca cercasi

Carne fresca cercasi

Carne fresca cercasi

Racconti per l’estate – Una strana storia d’amore –

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Capita che nella vita di un anziano e morigerato professore prossimo alla pensione, piombi come una meteora una giovane ragazza, figlia di un suo vecchio conoscente e che…bhé se volete scoprirlo, non vi resta che leggere questo breve racconto, giusto giusto per rinfrescare queste tediose serate estive…

Buona lettura.

Una strana storia d’amore

Una strana storia d'amore

Una strana storia d’amore

Racconti per l’estate – Ti va di ballare?

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Uno scontroso pittore, una coppia di turisti litigiosi e lo sfondo di Monterosso al Mare, fanno da cornice a una strana storia d’amore, dove i sentimenti assopiti di un egocentrico artista, si risvegliano all’improvviso, complici; il caldo, la buona cucina, la noia, l’ottimo vino, la pittura e un tango.

l’estate e un incontro romantico, un connubio ad hoc, per chi ama le storie a lieto fine.

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Ti va di ballare?

Ti va di ballare? Racconto breve

Di cosa parliamo quando parliamo…

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Parlare

Parlare

..e sopratutto a chi ci rivolgiamo quando parliamo a qualcuno, siamo sempre sicuri di non parlare a e per noi stessi?

Internet e i social, hanno cambiato volente o nolente il nostro modo di comunicare e se da un lato tutto è diventato dannatamente veloce e immediato, dall’altro una marea di informazioni provenienti da quell’universo infinito che è l’essere umano, ci si è riversata contro.

Ognuno ha d’un tratto trovato qualcosa da dire, qualcosa di estremamente importante da comunicare e che per nulla al mondo deve essere omesso. Tutto ha acquisito un’importanza mondiale, tutto tranne il modo di esprimersi.

In nome della velocità si omettono vocali e consonanti per non parlare degli atricoli, si usa solo il tempo presente o passato, si adoperano parole straniere perché più brevi, ma sopratutto ci si rivolge a se stessi.

Gli altri diventano dunque il palco, il pubblico silente e plaudente, che deve acconsentire e tacere e complice la dialettica dei nostri politicanti (maestri nell’arte dell’oratoria del dire tanto senza dire nulla), si è sviluppata nella maggior parte delle persone un ego smisurato, che in nome della libertà di espressione (je suis Charlie docet), si arroga il diritto di dire tutto ciò che pensa, infischiandosene anche della più semplice delle regole (la tua libertà finisce dove comincia la mia).

Ognuno parla dunque di se stesso, di ciò che è giusto, di ciò che è bene e di ciò che è male secondo la propria metrica e se ci fosse malauguratamente qualcuno di opinione opposta, apriti o cielo…

Nella maggior parte delle persone che abitualmente incontro e leggo sui social, vige questa legge, io ho ragione e se tu non la pensi come me, sei solo uno che è dalla parte sbagliata, d’altronde dello stesso passo vanno anche i nostri politicanti e se l’esempio viene dall’altro, perché seguirne un altro.

A volte come dicevano i vecchi…”un bel tacere non fu mai scritto”, ma di questi tempi è arduo stare zitti…

Raymond Carver uno dei miei autori preferiti, scriveva: di cosa parliamo, quando parliamo d’amore...di tutto…tranne che dell’amore (dico io).

Racconto breve – Il canto delle cicale

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Una donna si confessa in questo breve racconto, è la storia di un rapporto tormentato con la propria madre prima e col padre poi.

Una vita trascorsa tra ripicche, sogni infranti e dedizione, dove la libertà diventa una chimera col passare del tempo e solo la morte è vista e bramata come liberazione.

LEGGI IL RACCONTO

Copertina per il racconto breve il canto delle cicale

Copertina per il racconto breve il canto delle cicale

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