Pensieri e parole

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La parole non conoscono colore, nazionalità, sesso, specie, non distinguono il bene dal male e vanno a ruota libera se lasciate agire, un poco come fanno le onde del mare, che tutto inghiottono e tutto a loro modo conservano…

Cosa resta di un migrante quando muore.

Cosa resta di un migrante quando muore
chiedilo al mare che lo inghiottirà,
chiedilo a sua madre che mai più lo vedrà,
chiedilo all’uomo che lo ucciderà,
chiedilo al suo dio se mai esisterà.

Cosa resta di un migrante quando muore
un sogno bruciato,
una libertà negata,
la dignità cancellata,
l’anima in fondo al mare incatenata.

Cosa resta di un migrante quando muore
né un nome che si ricorderà,
né il mare che lo inghiottirà,
o la spiaggia che lo seppellirà,
né i sogni che addosso incollati avrà,
né un futuro che mai per lui splenderà.

Che cosa resta di un migrante quando muore
solo vergogna e tanto dolore,
che non si cancella con una preghiera
portata dal vento su di una scogliera,
le troppe parole e l’ambiguità
seppelliscono l’uomo e la sua dignità.

27/08/2015

Racconti per l’estate – Carne fresca cercasi

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Due vite che s’incontrano per un crudele gioco del destino, sono il filo portante di questo breve racconto estivo; due esistenze lontane anni luce che s’incrociano solo per un poco sulla strada della vita, quel che tanto basta a cambiarla per sempre…

Leggi il racconto – Carne fresca cercasi

Carne fresca cercasi

Carne fresca cercasi

Racconti per l’estate – Una strana storia d’amore –

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Capita che nella vita di un anziano e morigerato professore prossimo alla pensione, piombi come una meteora una giovane ragazza, figlia di un suo vecchio conoscente e che…bhé se volete scoprirlo, non vi resta che leggere questo breve racconto, giusto giusto per rinfrescare queste tediose serate estive…

Buona lettura.

Una strana storia d’amore

Una strana storia d'amore

Una strana storia d’amore

Racconti per l’estate – Ti va di ballare?

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Uno scontroso pittore, una coppia di turisti litigiosi e lo sfondo di Monterosso al Mare, fanno da cornice a una strana storia d’amore, dove i sentimenti assopiti di un egocentrico artista, si risvegliano all’improvviso, complici; il caldo, la buona cucina, la noia, l’ottimo vino, la pittura e un tango.

l’estate e un incontro romantico, un connubio ad hoc, per chi ama le storie a lieto fine.

Leggi il racconto

Ti va di ballare?

Ti va di ballare? Racconto breve

Di cosa parliamo quando parliamo…

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Parlare

Parlare

..e sopratutto a chi ci rivolgiamo quando parliamo a qualcuno, siamo sempre sicuri di non parlare a e per noi stessi?

Internet e i social, hanno cambiato volente o nolente il nostro modo di comunicare e se da un lato tutto è diventato dannatamente veloce e immediato, dall’altro una marea di informazioni provenienti da quell’universo infinito che è l’essere umano, ci si è riversata contro.

Ognuno ha d’un tratto trovato qualcosa da dire, qualcosa di estremamente importante da comunicare e che per nulla al mondo deve essere omesso. Tutto ha acquisito un’importanza mondiale, tutto tranne il modo di esprimersi.

In nome della velocità si omettono vocali e consonanti per non parlare degli atricoli, si usa solo il tempo presente o passato, si adoperano parole straniere perché più brevi, ma sopratutto ci si rivolge a se stessi.

Gli altri diventano dunque il palco, il pubblico silente e plaudente, che deve acconsentire e tacere e complice la dialettica dei nostri politicanti (maestri nell’arte dell’oratoria del dire tanto senza dire nulla), si è sviluppata nella maggior parte delle persone un ego smisurato, che in nome della libertà di espressione (je suis Charlie docet), si arroga il diritto di dire tutto ciò che pensa, infischiandosene anche della più semplice delle regole (la tua libertà finisce dove comincia la mia).

Ognuno parla dunque di se stesso, di ciò che è giusto, di ciò che è bene e di ciò che è male secondo la propria metrica e se ci fosse malauguratamente qualcuno di opinione opposta, apriti o cielo…

Nella maggior parte delle persone che abitualmente incontro e leggo sui social, vige questa legge, io ho ragione e se tu non la pensi come me, sei solo uno che è dalla parte sbagliata, d’altronde dello stesso passo vanno anche i nostri politicanti e se l’esempio viene dall’altro, perché seguirne un altro.

A volte come dicevano i vecchi…”un bel tacere non fu mai scritto”, ma di questi tempi è arduo stare zitti…

Raymond Carver uno dei miei autori preferiti, scriveva: di cosa parliamo, quando parliamo d’amore...di tutto…tranne che dell’amore (dico io).

Racconto breve – Il canto delle cicale

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Una donna si confessa in questo breve racconto, è la storia di un rapporto tormentato con la propria madre prima e col padre poi.

Una vita trascorsa tra ripicche, sogni infranti e dedizione, dove la libertà diventa una chimera col passare del tempo e solo la morte è vista e bramata come liberazione.

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Copertina per il racconto breve il canto delle cicale

Copertina per il racconto breve il canto delle cicale

Ricordi di Gioventù

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A volte basta davvero poco per rinverdire quei lontani ricordi di gioventù che sembravano essersi assopiti, cullati dalla ninnananna del tempo.

Quelli che erano sogni, adesso sono solo ricordi che sbiaditi, riprendono d’un tratto il colore e la vitalità di un tempo, perché a volte basta davvero poco; una canzone, una frase, una foto o magari solo un nome…un volto…

Avevamo un sogno.

 Quando si è giovani, ingenui e incoscienti come lo eravamo noi, era lecito avere un sogno e per noi questo sogno si chiamava rock n’roll.

Avevamo una band e vivevamo rock n’roll, respiravamo rock n’roll e ovviamente suonavamo rock n’roll. Da Chuck Berry a Jerry Lee Lewis, da little Richard a the King, passando per Gene Vincent e Billy Haley end the comets, insomma la nostra gioventù era al ritmo di rock n’roll.

Era il tempo dei concerti free, dell’avvento del punk rock e della new wave; noi semplicemente eravamo controcorrente, con le Cadillac decappottate, le indians e le Harley, le ragazze lollypop e le serate d’estate in spiaggia.

 Avevamo un sogno chiamato musica, abbiamo vissuto quella fantasia per troppo poco tempo, e cioè fino a quando le donne non sono diventate più importanti del nostro sogno e hanno preso di prepotenza il suo posto, e noi deboli abbiamo cominciato a trovare scuse.

 Nulla è rimasto di quei tempi, né foto, né tracce sonore, non c’era internet né fotocamere digitali, eravamo dei sempliciotti che credevano che le favole potessero avverarsi.

 John non suona più la chitarra, al suo posto ha sostituito la macchinetta per tatuaggi; Bruno non suona più il basso, ben altre corde ha tra le mani; degli altri due si sono perse le tracce forse per sempre e, per quanto mi riguarda, ho la mia Harley e questo penso possa bastare.

 D’altro canto ho sempre vissuto rock n’ roll, il mio animo si veste di pelle e ancora adesso il piede scatta quando partono le prime note di “sweet little sixteen”.

 Il sogno è finito ieri ed io mi sono svegliato come se avessi dormito per settant’anni, il sogno si è infranto ieri ma io sono contento d’aver sognato assieme a voi.

Brano tratto da “Variazioni sul tema” edito da Kimerik

Variazioni sul tema

Copertina del libro Variazioni sul tema

 

Racconto breve – La morte sorride a tutti

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Con questo breve racconto, si conclude la prima parte di una serie di storie, basate sia su fatti reali e vicende vissute.

In quest’ultimo episodio, ho affrontato anche il “tema poliziesco”; in una New York immersa nel suo weekend, tre personaggi; la bella, il buono e il cattivo, viaggeranno tra i ricordi e la realtà, fino a sfociare nella tragica quotidianità di un fine settimana di sangue.

Buona Lettura.

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La morte sorride a tutti

La morte sorride a tutti

Gioco di ruolo – racconto breve

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Povertà e noia, soldi, sesso e ricatti, legano i tre protagonisti di questo racconto breve, in un turbinio di situazioni al limite del paradossale che si snodano veloci sul finire di un tranquillo weekend e mentre la storia prende una sua strada inaspettata, il dramma inevitabilmente sfocia nella sua naturale crudezza, senza più una via d’uscita.

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Racconto breve "gioco di ruolo"

Racconto breve “gioco di ruolo”

La noia – racconto breve

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Cosa succede in una coppia quando dopo anni di convivenza la noia prende inevitabilmente il posto di ciò che l’amore ha lasciato, quanto i gesti, le parole gli affetti sono soltanto lontani ricordi e la quotidianità ha reso sterile anche il solo guardarsi.

Cosa succede se un bel giorno accade un’imprevisto e per una notte tutto si mescola e viene rimesso in gioco?

lo scopriranno presto Ivana e Gino, coppia assuefatta da anni di routine che all’improvviso si vedranno catapultati in una situazione identica per entrambi, ma con risvolti e finali differenti.
Quando l’avventura è vista attraverso gli occhi di una donna e di un uomo.

Clicca sul link per leggere il racconto

La noia

La noia

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